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Piccola figura Iota
Dettagli,
che non hanno voce.
I dettagli piangono lacrime che non possiamo dire.
Sono piccoli universi
questi esserini che frullano in testa,
trasparenti.
Mondi nel mondo,
e poi ancora, nel mondo,
e poi ancora, a cascata.
Come tante bamboline russe.
Novembre gela,
come le lumache.
Qui non c'è che freddo e rugiada bianca,
fili d'erba solcati.
Disegni di albe
che profumano di campi.
Possa tu, essermi a fianco
quando morirò di stenti.
Possa tu, cingermi il collo
quando ti vedrò di sbieco.
Perché al tuo arrivare - da lontano - come piccola Iota,
tocchi subito il mio battito;
sarà forse uno degli ultimi,
a dirmi che esisto.
Sistole d'evento raro, questo tuo guardarmi
con tanta brutale bellezza.
Diastole di desiderio che presto non sarà più,
il mio disperare fame di te.
Morirò sentendo la schiena fremere.
Dettagli,
che non hanno voce.
Dettagli piangono lacrime
che non possiamo dire.
Sono piccoli,
ora,
i tuoi sorrisi tra le labbra.
Perché stringo la vita tra le unghie;
e vorrei ancora respirarti.
Prima di questa terra gelida.
Un ultima volta.
M.M. 11/11/2024